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Nei terreni collinari di Galardo abbiamo scelto di diversificare la nostra produzione, mantenendo la tradizione agricola tipica del Roccamenese e del Corleonese, oltre ad aggiungere sulla, ceci e cicerchia. Ogni coltura segue tempi di semina e raccolta differenti, in base anche alle condizioni metereologiche.  

La coltivazione della terra e le operazioni di raccolta sono svolte personalmente dal nostro staff, cercando anche di evitare le ore più calde durante le giornate estive. Decidiamo cosa piantare a fine stagione estiva, in base anche alla rotazione delle colture agrarie che rende il terreno più fertile, anno dopo anno.

La semina del grano interessa la stagione autunnale e segue la lavorazione del terreno attraverso l’aratura del campo. Infatti, prima ancora di seminare, il terreno viene fatto a “zolle” e poi spianato con le opportune macchine agricole che le frantumano e rendono uniforme e pronta la terra a ricevere i semi. Il tipo di grano che abbiamo deciso di coltivare è il “Duilio”, varietà di grano duro tipica della Sicilia, che ha un’epoca di spigatura media-precoce ed è molto resistente. Il grano viene raccolto con l’ausilio di una mietitrebbia a inizio estate, avendo cura di selezionare i chicchi migliori.

Sebbene nasca come leguminose spontanea, l’Italia è l’unico paese d’Europa in cui viene coltivata su superfici significative. Dal colore fucsia e le tonalità accese, è unica nella sua capacità di crescere e resistere in ogni tipo di terreno, dal più argilloso al più sabbioso. E’una coltura miglioratrice del terreno e si semina a fine estate sulle stoppie del frumento. Già alle prime piogge la sulla inizia a spuntare e cresce fino ad aprile-maggio. Negli ultimi anni abbiamo fatto pascolare un simpatico gregge di pecore per pulire il terreno da eventuali ributti e quindi prepararlo alle prossime semine.

La cicerchia è un legume antico e quasi dimenticato e che fa parte del patrimonio Medio - Orientale agricolo da secoli e che oggi è prettamente coltivato in Asia, Africa orientale e poche altre zone d’Europa. E’ una pianta simile ai ceci, di piccole dimensioni, viene seminata a Gennaio e raccolta a luglio-agosto. Si consumano i suoi semi, contenuti in bacelli, poco più grandi dei piselli ma più schiacciati. Il seme è diverso per ogni tipo di pianta.

Il nostro vigneto si trova a Baglio Novo, costeggia l’uliveto trapanese e si compone di 12 ettari vitati.  Alleviamo le varietà autoctone di grillo e zibibbo che ogni anno ci regalano ottime produzioni sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Il grillo è un incrocio tra zibibbo e catarratto e rappresenta una tipologia di uva piuttosto recente: fu infatti creato dal Barone Mendola nel 1874. Lo zibibbo invece ha una storia millenaria, ha origini egiziane ed è stato trapiantato per la prima volta sull’isola di Pantelleria dai Fenici. L’uva prende il nome da “Zabib” che in arabo significa “uvetta” o “uva appassita” per l’usanza di vinificarla a maturazione avanzata  anche se negli ultimi 10 anni i viticoltori dell’isola hanno iniziato a vinificarlo in versione “secca” . Il nostro impianto è il tipico “a spalliera”, cerchiamo di mantenere il migliore equilibrio vegetativo della pianta durante l’anno tramite anche accorate potature in autunno. A metà aprile invece pratichiamo la “spollonatura” e nel periodo estivo, non oltre giugno, provvediamo alla “cimatura” ossia al taglio dei tralci: questo ci permette di favorire la formazione di nuove foglie, utili alla produzione di grappoli nuovi.

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